INCORAGGIANDO RELAZIONI SANE
In occasione della giornata contro la violenza sulle donne 2018, Falenablu ho organizzato un incontro con Alexandra Redcay, Professore Associato di Sociologia del servizio sociale presso l’Università di Millersville (USA) e Chiara Volpato, Docente di Psicologia Sociale presso l’Università di Milano Bicocca. Le proposte si sono declinate in due momenti, uno al mattino ed uno al pomeriggio, nella giornata di venerdì 23 novembre 2018.
Alexandra Redcay ha portato un approfondimento sulle capacità di leggere le situazioni di violenza riportando gli ultimi dati di ricerca sulle relazione violente negli Stati Uniti ed in Europa. L’attività formativa con gli studenti si è svolta in interazione diretta con le domande e gli spunti degli studenti nella sala conferenze del MUSE di Trento. La forte urgenza che Falenablu ha riscontrato nell’ultimo anno di attività è relativa alla prevenzione della violenza. In tal senso la ricerca di relatori competenti in questo campo ha reso necessario l’ampliamento dello sguardo anche all’ambito internazionale. Falenablu ha proposto due relatrici che, da prospettive diverse, hanno approfondito la questione relativa alla formazione degli stereotipi che ci condizionano e al riconoscimento dei problemi, interni o esterni, che conducono una coppia in una relazione malsana.
Alexandra Redcay, Professore Associato di Sociologia del lavoro presso l’Università di Millersville, ha accolto i ragazzi delle Scuole Secondarie di Secondo Grado nella mattinata di venerdì 23, presso il Muse, proponendo loro una riflessione interattiva attraverso dei questionari cui è stato possibile rispondere in diretta attraverso Whatsapp. L’approfondimento di Redcay, in base ai suoi ultimi studi, riguarda i segnali che determinano relazioni malsane, compresa la violenza. Sono stati messi in luce gli schemi che portano le persone a entrare in una relazione di “non rispetto”” e di “non aiuto”. Ha concluso l’intervento con un approfondimento su come essere consapevoli di una situazione di “potere e controllo”, riportando i diversi livelli di criteri che definiscono le fasi di violenza ed i diversi comportamenti nelle relazioni. Ad esempio i problemi interni: il partner continua il contatto nonostante i problemi emotivi, psicologici, sociali, interpersonali, familiari, finanziari, lavorativi o di altro tipo che siano stati causati o esacerbati dal continuo contatto, dalla ridotta o inefficiente capacità di regolare le emozioni. Un criterio valutativo è relativo ai problemi esterni: il partner interferisce, mette a repentaglio o non rispetta gli obblighi importanti al lavoro, a scuola o a casa a causa del contatto continuo, la partner dimostra un eccessivo affidamento o fiducia eccessiva nei consigli degli altri o ignoranza dei consigli degli altri per porre fine alla relazione, può ridurre o interrompere il tipico contatto con familiari o amici, può ridurre o fermare hobby, interessi o attività o eventi; nel partner permane un comportamento disadattivo oppure si nasconde per nascondere l’intensità del coinvolgimento, dimostra comportamenti che sarebbero normalmente considerati anormali per l’individuo come bassa autostima, acquiescenza, bugie, furti, conflitti, violenza o comportamento suicidario, ecc. Redcay ha riproposto questi temi, approfondendoli, al pomeriggio presso il MART, rivolgendosi a docenti, professori, avvocati, psicologi ed esperti del settore sociale, ha concluso l’analisi riportando gli ultimi dati di ricerca nelle relazione violente negli Stati Uniti ed in Europa. Alla conferenza di venerdì pomeriggio ha portato il suo contributo anche la Professoressa Chiara Volpato, Docente di Psicologia Sociale presso l’Università di Milano Bicocca, che ha trattato le dinamiche da cui scaturisce la violenza, sempre fondata su un’asimmetria di potere. Oggi assistiamo spesso a fenomeni di “backlash”, termine coniato da Susan Faludi per indicare forme di contrattacco maschile a seguito dell’affermarsi del femminismo e dei nuovi ruoli della donna nella società. Volpato ha spiegato, da un punto di vista storico, come i sentimenti di ritorsione e di vendetta siano alla base di molte forme di violenza e aggressività maschile. L’accettazione dei ruoli tradizionali si trasforma, nel momento in cui la donna chiede di avere rapporti diversi, in atteggiamento ritorsivo, chiarendo che in molti casi il femminicidio si verifica quando una donna non accetta più una situazione tradizionale.
Volpato porterà anche esempi tratti dai mass media e da immagini pubblicitarie, dalle quali partirà per discutere il fenomeno dell’oggettivazione del corpo femminile, nel quale il corpo della donna è ridotto a strumento del piacere altrui. La conclusione si soffermerà sull’importanza di non guardare a noi stessi come oggetti, ma come persone. Soprattutto le ragazze adolescenti corrono il rischio di concentrare le energie cognitive e creative unicamente sugli aspetti fisici, togliendoli ad altro.
